martedì 24 novembre 2009
aggressione fascista a Piacenza
CONTRO IL FASCISMO CHE AVANZA CREIAMO RAF (RETI ANTIFASCISTE) IN TUTTE LE CITTA'!
Ancora una volta Forza Nuova, organizzazione politica dichiaratamente fascista che si candida alle elezioni e che possiede sedi in numerose città italiane, è protagonista di un'ennesima aggressione squadrista. Due militanti riconducibili a questa organizzazione infatti sono stati riconosciuti tra gli aggressori che a Piacenza lo scorso sabato sera (21 novembre) hanno accoltellato al volto e al collo due giovani che resteranno sfregiati a vita e vivi fortunatamente.
E Forza Nuova nel frattempo è considerata ancora un'organizzazione legale nonostante i suoi militanti continuano ad aggredire, ad uccidere, propagandando il fascismo commettendo uno dei reati scritti nella costituzione ma che più di tutti viene calpestato dallo stato italiano, apologia di fascismo.
A seguire i fatti:
1)Sabato sera, 4 ragazzi neofascisti (2 riconducibili a ForzaNuova, 1 a Veneto Fronte Skinheads e 1 cane sciolto) sono usciti da un ristorante vicino alla coop infra (storica sede di rifondazione e degli studenti piacentini) e hanno raggiunto l'ingresso del locale cantando "bandiera rossa con la svastica" (sulle note del famoso inno);
2)Un anziano frequentatore del locale li ha invtati a non fare rumore, e loro hanno iniziato a minacciarlo;3)A questo punto intervengono 4 ragazzi per allontanarli, 2 dei giovani comunisti e 2 NON MILITANTI ne esplicitamente di sinistra. Gli ultimi 2 vengono accoltellati alla gola e al viso (sfregio insanabile e occhio salvo per miracolo, l'altro vivo per miracolo: la lama ariva a un centimetro dalla giugolare) da Manuel Foletti, neo fascista noto in città;4)Una ragazza all'interno del locale chiama la polizia, mentre 20 ragazzi di Onda e GiovaniComunisti si recano sotto la questura a protestare per l'impunità dei fascisti. La digos trova il fascio che ga sferrato la coltellata, in custodia cautelare con accusa di omicidio volontario. Gli altri liberi.
venerdì 20 novembre 2009
SOLIDARIETA' AL CENTRO SOCIALE HORUS

Sgomberato il centro sociale Horus
Operazione di polizia a Roma: l'attacco di Alemanno agli spazi sociali
19 / 11 / 2009
E' stato sgomberato questa mattina il centro sociale Horus di piazza Sempione. All'interno dello spazio occupato, al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, non erano presenti persone. Intanto, grazie a un tam tam sulle radio e via email, sul posto si stanno concentrando gli attivisti dei centri sociali della Capitale.
Come risposta allo sgombero i ragazzi del centro sociale hanno occupato la sede del Municipio IV di via Monte Rocchetta. In questo momento carabinieri e polizia si trovano all'esterno dell'edificio mentre una 50 di ragazzi hanno occupato lo stabile. Nella sede del Municipio è presenta anche il presidente Cristiano Bonelli.
I giovani hanno esposto due striscioni sul tetto dell'edificio con la scritta: "La libertà non si paga si strappa. Guai a chi ci tocca" e "Horus e Villetta sono qui".
All'interno del Municipio c'è anche del personale della Questura che sta dialogando con gli occupanti nel tentativo di far cessare l'occupazione. "La legalità la difendiamo noi", affermano i ragazzi dell'Horus, secondo i quali "il Municipio e l'amministrazione capitolina stiano svendendo le case popolari del Tufello. E Bonelli non sa mai nulla di quello che accade nel suo territorio. Noi ci prendiamo le denunce e le nostre responsabilità".(19 novembre 2009)
mercoledì 18 novembre 2009
17 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE DEL DIRITTO ALLO STUDIO: IL MOVIMENTO STUDENTESCO TORNA IN PIAZZA!
Da Nord a Sud gli studenti hanno manifestato per difendere il diritto allo studio dagli attacchi pesanti del governo Berusconi, tra le 50 e più manifestazioni da segnalare la repressione poliziesca a Milano che ancora una volta non ha esitato a caricare gli studenti che si dirigevano all'assessorato della pubblica istruzione, fermando e denunciando due e arrestandone altri due che sono stati processati oggi per direttissima con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, il giudice ha convalidato l'arresto ma non ha disposto misure cautelari, si è limitato a raccomandare agli studenti di "comportarsi bene in futuro".
Una ragazza denunciata e rilasciata ieri stesso ha una distorsione cervicale e una prognosi di 15 giorni a causa della violenza delle forze dell'ordine che per fermarla l'anno bloccata in 10 a terra.
Pochi giorni fa la polizia aveva sgomberato con forza il liceo Gahndi di Milano occupato dagli studenti perchè l'amministrazione comunale vorrebbe chiuderlo. Il liceo è noto per il suo corso serale che da la possibilità di studiare anche a lavoratori.
Da segnalare anche il lancio di uova contro al sede del Miur a Torino, il traffico in tilt a Roma e Napoli e le occupazioni simboliche al liceo socio-psicopedagogico Margherita a Palermo.
Il ministro dell'istruzione non ha perso tempo nel criminalizzare la giusta protesta studentesca dicendo come già fatto in passato che gli studenti scesi in piazza "sono dei centri sociali" e che "non sono rappresentativi".
Ancora una volta il governo esterna la sua paura verso la protesta studentesca e la ribellione giovanile in generale, per questo è necessario andare avanti:
Dall'Onda alla nuova Ondata per spazzare via il governo Berlusconi e le sue riforme moderno fasciste, anti studentesche e antipopolari e aprire la strada alla rivoluzione!
sabato 14 novembre 2009
Ravenna: invece che chiudere l´Intempo, condannati gli attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro!
7 attivisti della Rete per la sicurezza sul lavoro di Ravenna sono stati denunciati dal presidente della Compagnia Portuale di Ravenna, Rubboli, per avere occupato l´agenzia interinale Intempo. Per parlare con gli articoli del codice borghese: concorso in reato (art. 110), violenza privata (art 610), invasione di terreni o edifici (art 633)- danneggiamento (635) del c.p. In questi giorni è arrivato il decreto di condanna a cui presenteremo opposizione. Ricordiamo i motivi per cui avevamo occupato le sede dell´agenzia Intempo al Porto di Ravenna il 13 marzo del 2007: denunciare all´opinione pubblica il ruolo di questa agenzia di sfruttatori di questi caporali al servizio dei padroni del Porto, dalla Compagnia Portuale ai terminalisti, una banda di trafficanti di esseri umani che ha mandato a morire gli operai Luca Vertullo a Ravenna e Denis Zanon a Porto Marghera, morti che rivelano, ancora una volta, il nesso causale tra precarietà e rischio-sicurezza per i lavoratori. Operai morti per il profitto dei padroni. Volevamo che si mantenesse alta l´attenzione su questi temi perché conosciamo bene come vanno queste cose: impunità dei padroni ai processi, solitudine dei famigliari, silenzio stampa sulla vicenda. Il processo per la morte di Vertullo a Ravenna, come sappiamo, è terminato con lo scandalo delle assoluzioni di 8 imputati, dai dirigenti della Compagnia Portuale ai responsabili della sicurezza. Scandalo perché pur riconoscendo che questa "morte è dovuta ai ritmi velocissimi", dall´ "ottica meramente intesa a un aumento della produttività", che ha mandato dentro la pancia di una nave 9 stivatori, di cui 4 al primo giorno di lavoro, di cui uno, Luca Vertullo, ha trovato la morte, pur riconoscendo tutto questo, i veri responsabili del sistema di sfruttamento che ha il suo centro nel comando padronale, non faranno neanche un secondo di galera, secondo la giustizia dei padroni. Le motivazioni della sentenza dicono quello che, come Rete, stiamo denunciando e combattendo: è la ricerca del profitto che trasforma i lavoratori -e la loro vita- a merce. Eppure questa agenzia interinale è ancora lì. Al Porto di Ravenna dalla Mecnavi a Vertullo niente è cambiato. O almeno sembra. Perché la nostra azione, quel 13 marzo di 2 anni fa, entrava nel vivo dei problemi e voleva -e vuole- mettere fine allo stillicidio di infortuni con la postazione fissa dell´ispettorato o dell´Ausl al Porto, con l´elezione ed il rafforzamento degli Rls, con le lotte e gli scioperi. I confederali si sono dimostrati parte del problema (caporali, gestione dell´Agenzia interinale) e non riusciranno certo a salvarsi l´anima con i convegni sulla sicurezza in occasione della strage della Mecnavi al Porto. Ora questa richiesta di condanna per l´iniziativa della Rete suona come una rappresaglia: non solo l´impunità nelle aule dei tribunali per padron Rubboli e per i suoi caporali, ma anche l´arroganza di chi vorrebbe isolare, criminalizzare chi si batte contro gli omicidi di operai nei luoghi di lavoro.Sul piano legale ci opponiamo, ma la battaglia va condotta anche sul piano politico e sociale. Serve che chi è stanco di parole ipocrite in materia di sicurezza sul lavoro prenda una posizione chiara e netta, serve che rafforziamo la Rete a livello locale e, perché no?, lavorare fin da subito per una manifestazione cittadina che sia il vero processo popolare ai padroni del Porto, contro tutti i padroni assassini. Chiudere l´agenzia della morte, l´Intempo!Giustizia per Luca Vertullo!No alla criminalizzazione della lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro! Rete Nazionale per la sicurezza sul lavoro- - polo emiliaromagna -sede di Ravenna
lunedì 9 novembre 2009
SUL PRESIDIO ANTIFASCISTA DEL 4/11

Si è concluso con successo il presidio antifascista organizzato per Mercoledì 4 Novembre da Proletari Comunisti e Red Block a Palermo.
Al presidio hanno partecipato studenti e lavoratori antifascisti che hanno colorato di rosso i portici di via Ruggero Settimo angolo via Mariano Stabile.
E' stata portata una mostra fotografica che ripercorreva le aggressioni fasciste di gruppi politici aiutati dal governo come Casapound Italia, mostra che ha riscosso interesse per i passanti. In una città come Palermo la sensibilità antifascista ancora è presente, lo dimostrano i giovani, i lavoratori e gli anziani che al passaggio davanti il presidio ci invogliavano nella lotta.
Al megafono continuamente si alternavano interventi dei compagni che denunciavano gli attacchi repressivi del governo a discapito dei compagni mentre vengono aiutati gruppi fascisti come casapound, forza nuova ed altri che si diffondono a macchia d'olio nel territorio italiano. Certamente non poteva mancare la solidarietà ai tre compagni arrestati a Pistoia "accusati di antifascismo militante" e ai compagni del CPO Experia di Catania sgomberati recentemente e caricati dagli sbirri. Al fianco dei compagni e di tutti gli antifascisti, Red Block lotta da Palermo a Ravenna sotto le bandiere rosse che sventolano al soffio del vento antifascista che spazzerà il moderno fascismo che avanza.
L'antifascismo non è reato e non si processa!
Costruiamo RAF (reti antifasciste) in ogni città!
CORTEO NO GELMINI A PALERMO
Ma il bello è che si va sempre peggio: qualche tempo fa la musica lanciata dal carro dei centri sociali faceva ballare, sballare e cantare gli studenti a ritmo di “cartone animato” (da“i puffi”a “occhi di gatto” ecc.), adesso invece, dai carri sound system si simulano anche dei “Rave Party” con musica elettronica. Diventa veramente impossibile lanciare slogan al megafono, parlare, dentro una vera e propria discoteca ambulante... i manifestanti diventano ballerini sfigati!
E poi ci chiediamo come mai nei giornali scrivono: “il corteo studentesco era caratterizzato da musica e alcohol”.
E’ una vera e propria mancanza di rispetto per tutti coloro che lottano e dedicano la loro vita al servizio delle masse, per tutti coloro che scendono nelle piazze colpiti dalla crisi come gli operai e i lavoratori che arrivano a stento a fine mese bene che gli vada.
Ma per favore! E' a dir poco ridicolo, è una vergogna…
Fortunatamente in piazza c’è chi si accorge che la prassi dei gruppi politici non è la stessa…
Ma quale carro, ma quale alcohol, in piazza si scende lottando e dimostrando la giusta rabbia rivoluzionaria.
Red Block ancora una volta in piazza ha dimostrato che la musica assordante del carro non può fermare di certo la rabbia degli studenti che sono costretti ad urlare più delle casse. Proprio quegli studenti stanchi delle sciocchezze ridicole che si vedono in questi cortei, proprio quegli studenti che impugnano e sventolano fieramente le rosse bandiere con la falce e martello e lottano contro un modello sociale che viene imposto dalla classe dominante: dalla borghesia.
dal Quotidiano "La Sicilia" del 06/11/2009
Si è conclusa con un forfait della Gelmini la giornata di ieri caratterizzata da manifestazioni e dimostrazioni studentesche contro la riforma del ministro e la sua visita a Palermo.Nel pomeriggio il movimento "Onda Anomala" ha organizzato un corteo partito da dal teatro Massimo. Alla manifestazione del movimento studentesco hanno preso parte, oltre a diverse centinaia di studenti, anche i "Proletari Comunisti" di cui in particolare le precarie della scuola aderenti che distribuivano il loro giornale di protesta contro il presidente del consiglio e il suo governo. In totale c'erano circa 1500 persone. Non sono mancate le bandiere rosse con falce e martello dei "Red block" nonchè slogan contro il premier Berlusconi, il sindaco Cammarata e anche il governatore Lombardo.
Il corteo alla cui testa c'era un grosso automezzo che diffondeva musica ad alto volume si è fermato in piazza Sant'Anna a da lì una parte dei manifestanti ha tentato di raggiungere piazza Marina. Ma il cordone delle forze dell'ordine ha bloccato la sortita all'altezza di Via Alloro.Nel frattempo si è diffusa la notizia che la Gelmini per "motivi istituzionali" rinunciava alla sua presenza al convegno al palazzo Steri .La notizia è stata accolta dai manifestanti con entusiasmo "L'Onda fa saltare la visita della Gelmini" hanno scritto i ragazzi del movimento in un comunicato di ieri pomeriggio...
lunedì 2 novembre 2009
Studenti medi in lotta a Ravenna
strutture pubbliche. Premettendo che questo processo è iniziato ormai da molti anni e portato avanti sia dalla sinistra che dalla destra.
Con la privatizzazione della scuola pubblica non si fa altro che incentivare le spaccature sociali, dando la possibilità solo ad un’elite di persone di ricevere un’istruzione per lo meno completa, dal punto di vista didattico, mentre la maggior parte della popolazione dovrà continuare ad iscrivere i propri figli alle scuole pubbliche sempre meno efficienti dal punto di vista didattico per il continuo taglio dei professori, e sempre meno efficienti dal punto di vista delle infrastrutture per via dei tagli dei finanziamenti economici.
Da legare al fatto dei tagli c’è da dire che ci troviamo di fronte al più grande licenziamento di massa degli ultimi 20 anni, che prevede il licenziamento di 200.000 professori e personale A.T.A. , nel corso di tre anni.
Ma il nesso della questione resta sempre lo stesso, cioè che l’obiettivo principale di questa riforma è quello di renderci delle marionette vuotate da ogni tipo di pensiero critico, incapaci di controbattere di fronte ogni tipo di ingiustizia o ordine che ci viene imposto, oggi come studenti tramite questa riforma,domani come lavoratori tramite i licenziamenti, la precarietà e lo sfruttamento, che troppo spesso porta agli infortuni e alla morte.
La nostra è quindi una protesta contro tutto il sistema, non solo contro una riforma, e intendiamo portarla avanti fino a che tutte le scuole siano occupate, e tutti gli studenti siano informati e svegliati da questa perenne apatia che ci viene imposta ogni giorno da chi gestisce i canali d’
informazione e in generale tutto lo stato.
COLLETTIVO STUDENTI MEDI RAVENNA.
venerdì 30 ottobre 2009
SOLIDARIETA' AL CPO EXPERIA
L’Experia dopo ben 17 anni di attività nel quartiere viene sgomberato in seguito alla richiesta di 2 consiglieri comunali di Alleanza Nazionale.
Lo stato di polizia che avanza sempre di più verso un moderno fascismo colpisce chi si ribella mentre contemporaneamente fomenta la crescita e la diffusione di gruppi di estrema destra come Casa Pound che apre nuove sedi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, l’ultima a Napoli, e che ad esempio a Catania è finanziata dallo stesso Comune che invece sgombera i compagni antifascisti.
Contro lo stato di polizia e il moderno fascismo che avanza non un passo indietro!
Organizzarsi in ogni città contro la repressione e creare R.A.F. (Reti antifasciste).
Red Block Palermo
redblock@alice.it
http://www.redblock-it.blogspot.com/
A seguire il comunicato dei compagni del CPO Experia:
DIFENDIAMO TUTTI IL CENTRO POPOLARE EXPERIA. SUBITO!Questa mattina alle ore 5.30 polizia, guardia di finanza e carabinieri in tenuta anti-sommosa hanno sgomberato il Centro Popolare Experia di Catania. Centinaia tra militanti, occupanti, sostenitori e abitanti del quartiere per tutta la notte hanno effettuato un presidio contro lo sgombero attendendo la notifica dell’ingiunzione di sgombero emessa dal Tribunale di Catania dal dottor Serpotta e preceduta da una campagna denigratoria a mezzo stampa da parte di AN (Pogliese, Bellavia, Messina). Ancora adesso non ci è dato sapere le motivazioni di tale procedimento ed è stato impedito agli avvocati di assistere al sopraluogo della struttura.Centinaia di sostenitori sono stati caricati dalla polizia immediatamente e sono decine i contusi medicati dal 118 chiamata dagli stessi militanti.Questo è uno sgombero politico che ha l’obiettivo di far tacere e cancellare un’esperienza sociale e politica che lotta da 17 anni e che ha ridato al quartiere popolare come l’Antico Corso uno spazio di aggregazione che per decenni era abbandonato. Doposcuola popolare, una palestra popolare, la ciclofficina etnea, il laboratorio di giocoleria e decine di altre attività di aggregazione sociale cancellati a colpi di manganelli.A quanto pare lo sgombero è stato richiesto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania nella persona di Gesualdo Campo lo stesso che nel 1999 avvallò i lavori da parte della Facoltà di Giurisprudenza nell’area della Purità (nella parte esterna del Centro Popolare) ben sapendo che l’area conteneva reperti archeologici importantissimi per la storia della nostra città. Solo una lunga lotta del Centro Popolare e del Comitato Antico Corso sono riusciti a bloccare questi lavori speculativi rilanciando proposte concrete per l’utilizzo dell’area: riapertura di via bambino, la realizzazione di una bambinopoli nello spazio esterno del Centro Popolare espropriato da Giurisprudenza, la creazione di un Parco Archeologico per valorizzare i ritrovamenti. Forse lo sgombero di questa mattina è anche una ritorsione del dottor Campo? Visto che questa mattina assisteva compiaciuto alle cariche e allo sgombero del Centro Popolare Experia?Supposizioni visto che nessuno si è assunto la responsabilità politica di comunicarci le reali motivazioni. L’unica risposta che abbiamo ricevuto è stata la violenza della polizia.Le nostre proposte pratiche si scontrano con quello che l’Amministrazione Comunale a Catania ha espresso in questi ultimi 12 anni: degrado economico e conseguente ricaduta sul sociale.Questa è una città in emergenza e in pieno dissesto finanziario, questa è una città in ginocchio e, nonostante ciò, quello di cui si preoccupa la politica è di chiudere, far tacere ogni pratica di autorganizzazione dal basso che risponde allo stato di crisi generale con le sue proposte, le sue attività e anche il suo dissenso a questa chiara volontà politica dell’amministrazione di desertificare il territorio della città.Ma non è questa la Catania che vogliamo! Quello che la nostra occupazione ha espresso è ben altro che torpore, mercificazione e degrado!Presidio permanente davanti al Centro Popolare e assemblea pubblica alle ore 14.00. Il concerto antirazzista previsto per questa si terrà ugualmente nelle scalinate di via bambino adiacente l’ingresso del Centro Popolare.
QUI SIAMO E QUI RESTIAMO!
Centro Popolare Occupato Experiavia plebiscito 782 – Catania
www.senzapadroni.org
PRESIDIO ANTIFASCISTA 4 NOVEMBRE A PALERMO
Mercoledì 4 Novembre ore 16:30
Via Ruggero Settimo
angolo Via Mariano Stabile.
A Napoli dopo la recente occupazione di un ex convento dai neofascisti Casa Pound nel quartiere Mater Dei, oltre 5000 antifascisti napoletani hanno sfilato nel quartiere diretti verso il covo neofascista al grido di “Jatevenne” tra gli applausi degli abitanti che calavano panieri con bottiglie d’acqua dai balconi, poco prima della fine gli sbirri in tenuta antisommossa caricano il corteo. Dopo pochi giorni i “bravi ragazzi” di Casa Pound aggredivano in 6 uno studente del liceo Margherita di Savoia procurandogli la frattura ad una costola e tumefazioni in viso con prognosi di 30 giorni, il ragazzo riconosce il leader napoletano di Casa Pound Giuseppe Savuto 22 anni.
Il giorno dopo gli sbirri perquisivano le case di antifascisti napoletani in cerca di armi ed esplosivi…
A Pistoia domenica 11 Ottobre durante un’ assemblea del neonato “Coordinamento toscano contro le ronde” gli sbirri fanno irruzione e schedano in massa tutti i compagni presenti e infine ne arrestano 3 (Alessandro,Elisabetta e Alessandro) e denunciano 8 a piede libero accusandoli di aver devastato la sede di Casa Pound pochi minuti prima, quasi contemporaneamente alla loro assemblea!!! Sabato 24 Ottobre un corteo regionale antifascista attraversa la città.
Città diverse copione lo stesso… i fascisti che dovrebbero essere fuorilegge vengono come al solito difesi e lasciati organizzare dallo stato borghese che viola le sue stesse leggi.
Gli antifascisti i comunisti e gli anarchici che non abbassano la testa contro il fascismo che avanza vengono repressi, perquisiti, incarcerati e sono oggetto di montature giudiziarie.
I “fascisti del terzo millennio” si dipingono come vittime e bravi ragazzi
che forniscono servizi sociali nei quartieri dove si installano.
In realtà sono gli stessi che di notte girano nelle nostre città
e aggrediscono immigrati, omosessuali, studenti, antifascisti
e chiunque è diverso dai loro canoni.
I “fascisti del terzo millennio” sono quelli di Piazza Navona a Roma dove il 29 ottobre dell’autunno scorso hanno aggredito con spranghe e cinghie studenti liceali in un corteo davanti gli occhi di poliziotti e carabinieri immobili.
Poco dopo antifascisti provenienti dall’università La Sapienza contrattaccarono gli aggressori riuscendo a cacciarli dalla piazza.
In seguito a questi fatti Blocco studentesco (organizzazione giovanile di Casa Pound) imbastì in tutta Italia proiezioni propagandistiche per ribaltare la verità e passare come vittime.
Le dichiarazioni di studenti e docenti in piazza ed il servizio di “Chi l’ha visto” dimostrarono invece l’aggressione premeditata con tanto di mazze nascoste in un furgoncino e fatto entrare in piazza davanti gli occhi delle forze dell’ordine.
Il 3 novembre 30 neofascisti identificati come membri di Casa Pound e Forza Nuova organizzano una spedizione punitiva contro il servizio di “Chi l’ha visto” facendo irruzione nella sede della Rai a Roma,vengono mandate minacce di morte alla giornalista del servizio incriminato….
Dopo la manifestazione di Napoli e quella regionale di Pistoia dello scorso 24 ottobre scendiamo in piazza in ogni città, verso la costruzione di una mobilitazione nazionale antifascista a Napoli:
Alessandro, Elisabetta e Alessandro liberi!
Chiudere i covi di Casa Pound!
L’antifascismo non è reato e non si processa!
Circolo Proletari Comunisti Palermo Red Block
xinfo: prolcompa@libero.it ; redblock@alice.it
f.i.p.04/11/09
domenica 25 ottobre 2009
giovedì 22 ottobre 2009
STUDENTI MEDI IN MOBILITAZIONE A RAVENNA
Vi sarete comprati l’istruzione, vi sarete comprati la giustizia, ma non comprerete mai noi!
Potremmo ancora accanirci contro la Gelmini, andare a tutte le manifestazioni che ci capitano sotto gli occhi, ma finchè non riusciremo ad arrivare al cuore della questione scuola, il nostro lavoro sarà sempre nullo dato che il movimento si spegnerà come sempre nel giro di pochi mesi.
Sarebbe infatti necessario spalancare gli occhi e analizzare l’indotto scolastico ovvero la cultura, lo sviluppo e il lavoro.
Il vero grande obiettivo dell’istruzione sarebbe infatti quello di formare teste pensanti, che sappiano criticare e scegliere. Un obiettivo ormai difficile da raggiungere, perché, nonostante la scuola pubblica non sia mai stata considerata un elemento importante ne dalla destra ne dalla sinistra, con questo governo non solo la si prosciuga finanziariamente, mentre alle private vengono continuamente sganciati soldi, ma la smantella tassello dopo tassello, puntando sempre di più verso una scuola-azienda, che ci prepari a produrre per il sistema senza alzare mai la testa! E molti altri mezzi, quali quelli di comunicazione quasi completamente monopolizzati da Berlusconi, incrementano questa situazione che porta le masse ad uno stato di stand-by celebrale.
Tale situazione comporta l’accettazione di qualsiasi ingiustizia che questo governo commette continuamente. Ad esempio il pacchetto sicurezza di Maroni che è un palese attacco alla libertà umana,dove norme quali le ronde e il reato di clandestinità sono state firmate senza troppi problemi, dove l’accanimento alla questione sicurezza mostri il lato xenofobo e razzista di questo governo. Un lato che troviamo riflesso anche in una piccola città come Ravenna dove il sindaco (di “sinistra”) oltre essersi fatto fotografare mentre rovesciava due birre a Marina di Ravenna, si è dato da fare contro l’abusivismo in spiaggia e per ripulire la zona stazione con il progetto dei giardini Speyer; non a caso scelti come punto di ritrovo per la nostra manifestazione,nella quale sosteniamo e invitiamo alla partecipazione della manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 17 ottobre.
Sosteniamo ancora una volta i precari e in generale i lavoratori in lotta che trovandosi di fronte ad uno dei più grandi licenziamenti di massa dell’ultimo decennio si sono autorganizzati rivendicando i diritti che i sindacati confederali continuano a snobbare spianando così la strada ai padroni.
Studenti medi ravenna
RITROVO MERCOLEDI’ 14/10/’09 ORE 8:30 GIARDINI SPEYER(STAZIONE)
Per info : 3383671484
ANCHE PER PARTECIPARE ALLA
MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA DI ROMA!!!
SEGUE COMUNICATO STUDENTI MEDI RAVENNATI
Comunicato nr.1
La manifestazione studentesca promossa dal collettivo degli studenti medi di Ravenna di oggi, 14/10/2009 ha voluto dare un messaggio ben chiaro e preciso,nonostante la partecipazione sia stata inferiore rispetto lo scorso anno, sono stati lanciati messaggi politici ben definiti quali l’essersi stufati di un’opposizione inesistente che alimentando l’indifferenza tra le masse spiana la strada alla destra di Berlusconi , facendo modo così che vengano accettate norme come lo scandaloso pacchetto sicurezza, il DDL dello scudo fiscale, lo stato repressivo di polizia che ABBATTE in modo esplicito ogni tipo di protesta. Si è voluto parlare di “gelmini” in maniera più profonda,pensando a questa controriforma come uno dei tanti tasselli che compongono questo sistema, di modo da far capire che non basta accanirsi contro la riforma, bisogna accanirsi contro il governo,e VOLERNE IL ROVESCIAMENTO!
A proposito del pacchetto sicurezza è stato lanciato un importantissimo appello invitando a partecipare tutti gli studenti alla manifestazione nazionale antirazzista che sarà a roma questo sabato. Ed è stata paragonata alla questione del pacchetto sicurezza la situazione della nostra città, denunciando le maniere repressive del sindaco con la proposta (che per fortuna non è stata attuata) del recinto ai giardini speyer, e soprattutto i fatti riguardanti la repressione verso i giovani, c’è infatti da dire che questo sindaco di “sinistra” ami molto tenere Ravenna controllata stile “1984”, piazzando telecamere ogni 10 metri e organizzando posti di blocco della polizia ogni 500 metri, naturalmente il tutto nelle zone frequentati da giovani. Lanciato questo appello il sindaco ci ha spontaneamente accolto per discutere apertamente con lui e per il prossimo venerdi organizzeremo un dibattito aperto a tutti gli studenti assieme appunto al sindaco.
La repressione e la rabbia alimentano la voglia negli studenti di ricominciare e migliorare AUTORGANIZZANDOSI, le lotte che sono state in parte portate avanti l’anno scorso!
Lo ribadiamo: CONTRO QUESTO GOVERNO NON SI TACE, NESSUNA GIUSTIZIA? NESSUNA PACE!
STUDENTI MEDI RAVENNATI
mercoledì 21 ottobre 2009
STUDENTI E OPERAI UNITI NELLA LOTTA... RIFLESSIONI POST CORTEO

Premettiamo che la nostra partecipazione non è stata a sostegno della linea sindacale della FIOM che giudichiamo sbagliata e perdente per gli operai, ma a sostegno degli operai in lotta.
Contrariamente alle cifre fantastiche sparate dagli organizzatori e dai centri sociali cittadini, la partecipazione al corteo è stata scarsa :complessivamente 1000 persone, divise quasi equamente tra studenti e operai.
Dire precisamente i numeri non è sinonimo di perfezionismo, ma è utile per chi vuole fare seriamente un’analisi sulle dinamiche e sulle le cause di una tale partecipazione operaia limitata, nonostante ci siano eccome i motivi per scendere in piazza contro padroni e governo.
Il primo dato da sottolineare è che senza la presenza studentesca il corteo sarebbe stato un flop.
La partecipazione studentesca è stata importante perché ha rappresentato l’unione del fronte di lotta studentesco contro la riforma Gelmini con il fronte di lotta operaio contro le politiche del governo volte a finanziare banche e padroni e fare pagare interamente la crisi internazionale del capitale agli operai.
Conto salato che per gli operai si traduce in migliaia di licenziamenti e casse-integrazioni.
Anche la lotta degli studenti è contro il governo, innanzitutto perché la riforma contestata è una riforma di questo governo che si traduce nell’esclusione del diritto allo studio per i figli dei proletari e degli operai con l’innalzamento progressivo delle rette scolastiche e delle tasse universitarie nonché del peggioramento qualitativo dell’istruzione a causa dei tagli.
A ciò si aggiunge il modello di scuola autoritario e fascista che vogliono imporre agli studenti.
Vedere la riforma Gelmini come un provvedimento a se stante sarebbe parziale come visione , essa è invece un tassello che è parte integrante della politica del governo Berlusconi.
Politica che è antioperia, antiproletaria, antipopolare, antistudentesca, razzista e fascista.
Gli operai rappresentano le fondamenta della società in cui viviamo, senza il loro lavoro nelle fabbriche la società non avrebbe la ricchezza che ha ma che viene rubata al 99 per cento dalla borghesia lasciando solo le briciole ai lavoratori. Se gli operai si fermano di produrre, si ferma tutta la società, ma cosa che fa paura ai padroni e al governo, diminuiscono anche i profitti dei padroni.
Gli studenti d’altro canto sono l’intellighenzia di ogni paese e ne rappresentano il futuro.
Per questo la fusione degli operai e degli studenti non è un mero slogan, ma ha un significato sostanziale e fa paura ai padroni perché rappresenta un’unione esplosiva e rivoluzionaria.
La storia ci insegna che i periodi rivoluzionari o le grandi stagioni di lotta sono stati vittoriosi quando gli operai e gli studenti hanno marciato fianco a fianco., con coscienza della lotta che stavano facendo contro i padroni.
Tornando alla manifestazione del 9, come si diceva 500 studenti scesi a fianco di 500 operai.
Analizziamo meglio la componente studentesca:
in generale possiamo dire che c’era una parte di studenti che ballava dietro 2 sound systems e che sicuramente neanche si è “accorta” degli operai e invece altri studenti che hanno preferito stare realmente e non solo a parole tra gli operai.
Purtroppo la maggior parte degli studenti ha preferito ballare sentendosi in discoteca o ad un concerto, mentre “solo” una cinquantina di studenti ha animato il corteo intonando per tutto il percorso slogan contro le politiche del governo e lanciando simbolicamente qualche uovo al palazzo del comune.
Come dire pochi ma buoni….
Questo è stato confermato alla manifestazione stessa, dove lo spezzone combattivo degli studenti ha inciso molto di più dei 450 “ballerini”, la prova è stata l’apprezzamento di molti operai che hanno ringraziato quegli studenti per la loro presenza così come l’intonazione di un paio di slogan insieme.
(Sarà un caso, ma le uniche due foto del corteo sul sito della fiom sicilia dove spuntano gli studenti sono entrambe dello spezzone studenti in lotta Umberto I, Galilei, Einstein,Meli…).
Il 9 ottobre quella è stata la vera unione degli studenti e degli operai entrambi in lotta!
L’unione che anche tragicamente ha unito Vito Scafidi (morto nella sua scuola perché il tetto della sua aula gli è crollato addosso a causa dei tagli che da più di quindici anni i governi eseguono a colpi di riforme e controriforme) e gli operai che muoiono sui posti di lavoro (circa 4 al giorno in Italia) sempre a causa delle politiche dei governi del capitale che per il profitto dei padroni di fabbrica non investono sulla sicurezza degli stabilimenti.
Chi balla e si sballa ai cortei non ha diritto di parlare né di lotta né di operai, e dovrebbe evitare di utilizzare meschinamente per i propri fini di visibilità la lotta degli operai a difesa del proprio posto di lavoro e del proprio pane quotidiano.
Invece bisogna forgiare nella lotta quotidiana nei posti di lavoro, nelle università e nelle scuole l’unione rivoluzionaria tra operai e studenti con l’obiettivo di rovesciare questo governo di fascisti,truffaldini, criminali,veline in poche parole la feccia del nostro paese e aprire la strada alla rivoluzione!
Red Block Palermo
martedì 13 ottobre 2009
SOLIDARIETA' AGLI ANTIFASCISTI DI PISTOIA
Chiudere tutti i covi delle fecce fasciste!
Contro il moderno fascismo che avanza ribellarsi è giusto!
Creare RAF( reti antifasciste) ovunque!
Riportiamo il comunicato dei compagni del Partito dei CARC:
LIBERTA’ PER ELISABETTA CIPOLLI, PER ALESSANDRO DELLA MALVA, PER ALESSANDRO ORGANI
Alle 19 di domenica la digos ha fatto irruzione, senza mandato, presso il Circolo 1° Maggio di Pistoia dove si stava svolgendo un’assemblea regionale per organizzare le mobilitazioni contro le ronde fasciste.
Dopo l’identificazione dei 25 compagni/e presenti, hanno proceduto ad una minuziosa ma inconcludente perquisizione e portato tutti in questura per “accertamenti”.
La beffa dell’identificazione è durata otto ore! In questo tempo sono state compiute diverse illegalità dimostrando l'intenzione persecutoria e intimidatoria della PS contro quanti si organizzano e si mobilitano contro la riabilitazione del fascismo e il pacchetto sicurezza: hanno assunto un comportamento illegale (perquisizioni senza mandato, fermi pretestuosi) per intimidire, provocare e reprimere quanti si ribellano, si organizzano contro la mobilitazione reazionaria, lo sdoganamento del fascismo, il pacchetto sicurezza e le ronde e cercano di orchestrare una montatura politica per “pilotare” la sentenza del processo di Massa contro i compagni della Ronda Proletaria Antifascista del 25 luglio.
Alessandro della Malva, segretario della Federazione Toscana del Partito dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), già denunciato e imputato al processo di Massa e già sottoposto a obbligo di firma e la sua compagna, sono stati chiusi in una stanza al piano terreno mentre gli altri “fermati” sono stati portati tutti insieme in una stanza ai piani superiori.
A due minorenni presenti è stato negato il diritto di incontrare i genitori, alla compagna Elisabetta hanno negato il diritto di reperire un farmaco di cui aveva urgentemente bisogno oltre a ritardare ignobilmente l’arrivo dell’ambulanza.
Immediata la mobilitazione dei compagni della Toscana di varie forze e organismi, singoli e associazioni che per tutta la notte hanno presidiato la questura lanciando slogan e pretendendo la liberazione dei compagni fermati. Il presidio è durato fino all’alba quando la questura ha provato a salvarsi la faccia compiendo tre arresti per il solo motivo di giustificare un’operazione di vera e propria rappresaglia.
La Federazione Toscana del Partito dei CARC esprime la piena solidarietà ai compagni arrestati e a tutti i compagni vittime della repressione e punta il dito contro quelle autorità, istituzioni e partiti che pur dichiarandosi antifascisti non hanno mai fatto nulla per impedire l’apertura di veri e propri covi fascisti dove si fomenta l’odio razziale e la violenza.
Ci appelliamo ai comunisti, ai sinceri democratici, agli antifascisti affinché si mobilitino contro gli arbitri e gli abusi della digos e della PS e in solidarietà dei compagni fermati e arrestati.
La mobilitazione delle ultime ore è stata una prima risposta che ha visto diverse componenti del movimento comunista e antifascista scendere in campo per la solidarietà di classe. Con più forza ci mobiliteremo nelle prossime ore: teniamo alta la mobilitazione per la liberazione dei compagni.
Libertà per Alessandro, Elisabetta e Alessandro!
Chiudere i covi fascisti!
Scrivete a:
Alessandro della Malva
c/o Carcere di Pistoia Via dei Macelli 13
Tel. 0573 975111 fax 0573 22718
e-mail: cc.pistoia @giustizia.it
Elisabetta Cipolli
Alessandro Orfano
c/o Carcere di Sollicciano Via Minervini, 2/r50018 - Scandicci (Firenze)
giovedì 8 ottobre 2009
IERI GIUSTIZIA PARTIGIANA... OGGI ANTIFASCISMO MILITANTE
http://www.flickr.com/photos/cau_napoli/sets/72157622364248981/show/C’è chi dice che il fascismo è una storia vecchia, parte del passato che mai potrebbe tornare grazie alla democrazia che vige nel nostro paese, e invece concretamente l’odore marcio del fascismo che si fa strada a calci e pugni lo si sente già da tempo non solo tra le file dei militanti neofascisti come forza nuova, casapoud, cuore nero, ecc … ma anche nel cuore dello stato italiano, che oltre a rinnegare la sua stessa costituzione permettendo alla manovalanza squadrista di agire liberamente nel territorio propagandando e praticando azioni fasciste, odio razziale, omofobia e quant’altro, porta avanti politiche antipopolari, autoritarie, securitarie e fasciste.
Mercoledì 30 settembre in ricordo delle 4 giornate di Napoli, 5.000 antifascisti in corteo tra gli applausi e il sostegno concreto degli abitanti dei quartieri napoletani hanno tenuto alto l’onore antifascista difeso in passato dai partigiani e ancora oggi necessario.
Il corteo che si dirigeva verso la sede dei neofascisti di Casapound Italia ad un certo punto è stato bloccato dalle forze del (dis)ordine che hanno difeso (come già successo) i militanti fascisti dividendo in due fronti il corteo e caricandolo
Tuttavia i compagni non hanno esitato ed hanno dato la giusta risposta alle cariche lanciando pietre, bottiglie, fumogeni e scontrandosi frontalmente con le forze repressive.
Aldilà del corteo già nei giorni scorsi alcuni compagni di Napoli avevano portato avanti una campagna di denuncia verso questi fascisti che da poco operano anche a Napoli, Casapound Italia, dicendo apertamente chi sono quei “bravi ragazzi” che a parole dicono di aiutare le masse popolari ma nella prassi compiono vere e proprie azioni squadriste e non rinnegano affatto il passato fascista in Italia dagli anni ’20 ai ’40;
Ciò che è successo Mercoledì a Napoli non è di certo un fatto nuovo, ricordiamo il 28 Febbraio a Bergamo durante la manifestazione d’apertura di una nuova sede di forza nuova dove gli antifascisti sono stati repressi violentemente dallo stato di polizia che militarizzando tutta la città ha difeso i militanti di forza nuova armati di cinghie, bastoni e spranghe;
La lotta antifascista dunque non è soltanto la lotta contro gli squadristi fascisti ma anche contro lo stato che avanzando verso un moderno fascismo non fa altro che difendere ed aiutare la propria manovalanza e contemporaneamente reprimere chi si ribella a questo stato di cose.
Per una lotta più costante è necessario quindi organizzare reti antifasciste (RAF) in tutte le città per cacciare i fascisti e dargli ciò che si meritano …
Contro il fascismo sempre più violenza ora e sempre resistenza!
Red Block

